Il nostro racconto è fatto dall’intreccio di due storie che iniziano in epoche differenti, si uniscono e si alternano nel corso degli anni.
Due storie, due famiglie e due differenti ambiti produttivi che, entrambe, nel loro settore eccellono in una terra magica: il Salento.

1927

Nella seconda metà degli anni ’20, la famiglia Panese fonda l’antico forno adiacente alla propria abitazione a Specchia. É definito un ritorno alle origini in quanto già il cognome della famiglia gli era stato attribuito quali “portatori di pane” in terra Santa.

In quegli anni Santo Panese fonda il piccolo forno sulle antiche tracce della gloriosa storia della propria famiglia. Grazie alla tipica laboriosità che contraddistingue il popolo salentino, il piccolo forno passa rapidamente da una dimensione puramente familiare ad un laboratorio attrezzato per la produzione di pane e dolcetti.

1940

In quegli anni inizia un capitolo dolce, dove il protagonista è Giovanni Martinucci detto Giovannino, nato in Salento da un genitore napoletano, stagnino come prima professione ed autista come secondo lavoro. Giovanni accompagnava abitualmente le orchestre per feste e sagre locali. Trovandosi ad aspettare la fine dei concerti, si reinventò gelataio, acquistando una rudimentale macchina per il gelato: un catino in ferro, ghiaccio e sale, per non attendere invano.

La storia della Martinucci ha inizio, quindi, quasi per caso, dall’amore per il lavoro e da una grande voglia di fare bene.

Grazie al tipico spirito imprenditoriale italiano degli anni Quaranta, il giovane si sposta di sagra in sagra con le sue attrezzature per realizzare sul posto gelati. Con il suo stesso entusiasmo lo segue, fin da piccolo, il figlio Rocco. È subito successo. Al punto che alle feste non si attende più solo l’arrivo della banda, ma padre e figlio che la accompagnano con le loro creazioni dolciarie.

Le storie qui si intrecciano quando Rocco Martinucci sposa Annunziata Panese.

1950

Rocco Martinucci, grazie all’arte appresa da suo padre Giovanni e alla tradizione nella panificazione della moglie Annunziata, affianca continue sperimentazioni al successo che i suoi prodotti artigianali riscuotono, lanciandosi nel mondo della ristorazione e della pasticceria fin dal 1950, anno che compare, appunto, nel nostro logo.

Il piccolo laboratorio della Pasticceria Martinucci era un crocevia dei più grandi ingegni della tradizione pasticcera italiana: Siciliani, Napoletani e Veneti, tutti chiamati da Rocco a cedere le proprie conoscenze e manualità.

1960

In questi anni nasce la catena Martinucci. Tra gli anni Sessanta e Settanta, Rocco ha l’intuizione di aprire diversi punti vendita nel Salento, tra i quali ricordiamo le pasticcerie-gelaterie di Santa Maria di Leuca e di Lido Marini, importanti località dove tuttora siamo presenti con i nostri negozi.

In questa avventura lo accompagnano la moglie e i figli, che mutuano da Rocco i segreti del mestiere e, soprattutto, la passione per il proprio lavoro. Grazie alla sua determinazione e all’aiuto della famiglia, le creazioni di Rocco Martinucci divengono in poco tempo un punto di riferimento per tutto il territorio.

1981

Alla scomparsa di Rocco, il 18 dicembre 1981, il testimone passa ai figli, che sapranno mettere a frutto gli insegnamenti del padre.

1984

Nel 1984 decidono di affiancare alla produzione tradizionale, che è presente in ogni nostro punto vendita, quella industriale di tortesemifreddi e gelato con gli stessi valori chiari di qualità, tradizione, innovazione e rispetto del territorio che ogni giorno accompagnano le nostre scelte.

La nostra è quindi una storia il cui tracciato è farcito di rischi e sviluppi, fughe in avanti e tradizione. Il logo Martinucci stesso ricorda le generazioni dell’impresa famigliare. «È un omaggio al nonno che tracciava una spirale, come la forma della panna montata, quando gli sposi dettavano l’ordine della torta nunziale».

Quella spirale che ricorda le nuvole a virgola salentine, annuncio di acquazzoni fugaci, che rinfrescano il sapore di pesce fritto del baracchino accanto alla spiaggia affollata.

«Sei in acqua da più di un’ora, cammina, altrimenti come una frisellina te ne esci», si sente a fine giornata, mentre i bambini fanno tuffi chiassosi come risate del mare. È il Salento. Il verde degli ulivi, il bianco delle case, il rosso dei fichi d’india e il giallo, come la crema del pasticciotto.

I nostri prodotti